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Concussione, arrestati sindaco e assessore di Erchie

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Il sindaco di Erchie Pasquale Nicolì e un assessore comunale sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana

Il provvedimento cautelare, emesso dal gip del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura, è stato eseguito dai carabinieri nei confronti di quattro indagati: il sindaco di Erchie Pasquale Nicolì, l'assessore ai Servizi Ambientali e Lavori Pubblici, l'assessore ai Servizi Sociali e Politiche Giovanili e un ingegnere, ex responsabile dell'Area Tecnico-Amministrativa del Comune. I primi due sono finiti agli arresti domiciliari, gli altri due indagati sono stati sottoposti al divieto di dimora. I quattro sono accusati a vario titolo dei reati di concussione, tentata concussione, abuso d’ufficio in concorso, atti persecutori, falsità ideologica, induzione indebita, raccolta-trasporto-abbandono di rifiuti speciali, violenza sessuale, abuso di autorità.

Al sindaco viene contestato:

  • il suo tentativo di condizionare illecitamente l’attività del Responsabile dell’Area Servizi alla Città, al quale avrebbe intimato di ottemperare, anche sotto minaccia di rimozione (cosa, poi, avvenuta), a una propria richiesta inerente alla formalizzazione della proroga retroattiva dell’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali a una cooperativa sociale (per un importo di circa 15 mila euro), ormai giunta a scadenza del contratto. Tentativo, tuttavia, non andato a buon fine in quanto il responsabile si è rifiutato categoricamente di adempiere alla richiesta;
  • i suoi molteplici tentativi (e degli altri tre indagati), risultati vani, per far sì che, nell’ambito di un bando di concorso pubblico per la mobilità di un istruttore tecnico c1 per l’Ufficio Tecnico del Comune di Erchie, l’unico partecipante non venisse assunto, in quanto persona non gradita, dal momento che si era candidata alle elezioni del settembre 2020 nella coalizione di opposizione;
  • il tentativo del sindaco (e dell’assessore finito con lui ai domiciliari) di rideterminare arbitrariamente alcuni termini di un contratto di locazione di un immobile di proprietà del Comune, già regolarmente assegnato dalla precedente amministrazione comunale. Il primo cittadino avrebbe ritenuto che la precedente amministrazione comunale avesse adottato un comportamento di favore verso i locatari (responsabili di un asilo nido) e (insieme all’assessore) avrebbe cercato di pretendere la riduzione della durata del contratto, dai 9 anni originariamente previsti a 4, nonché l’aumento del canone mensile dagli iniziali 1.100 euro a 1.600 euro;
  • la condotta attraverso cui, abusando della propria posizione, previa minaccia, avrebbe costretto la responsabile del settore Servizi sociali a corrispondere indebitamente la somma di 2.500 euro a un’associazione locale, verosimilmente per acquisire consenso tra la cittadinanza.

Inoltre all'assessore arrestato viene contestato il reato di violenza sessuale per degli "approcci" non graditi ad una dipendente del Comune.



Questo è un articolo pubblicato il 09-01-2024 alle 19:25 sul giornale del 10 gennaio 2024 - 44 letture






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